dei miei quadri ... - 2 - Ercole Gino Gelso - pittore e fotografo

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dei miei quadri ... - 2

Se non me lo avessi spiegato sarei rimasta alquanto nel dubbio sul significato del dipinto, soprattutto il collegamento con i nostri politici, onestamente questo quadro non mi coinvolge sarà perché sono agnostica e gli argomenti religiosi non mi piacciono molto, preferisco argomenti laici, se hai notato anche sul dipinto del Cristo dal volto insanguinato non ho fatto commenti sarò blasfema, ma l'arte storicamente ha sempre trovato grande ispirazione dai temi religiosi, anzi ne è stata quasi l'unico tema espressivo per molti decenni per fortuna poi negli ultimi secoli qualcosa è cambiato.
Fede e religione per fortuna non sono gli unici temi della vita.
(Rosa Rita Mariani)

Quanta storia e quanti racconti in queste pennellate!
Già il titolo, forte, dice tutto.
Scambio era una bella parola, un tempo, perché era baratto, reciprocità semplice e gratuita, non necessitava di moneta.
Qui è rappresentato in primo piano nella versione positiva come passaggio di consegne, e in questo c'è l'immagine dei due papi in bianco che parla da sé. E' continuità nel tempo e guida che passa nelle mani di chi la riceve e accoglie; a seguire c'è anche la versione dello scambio che infanga, nelle mani alzate sull'altro, si intende per parole che offendono, fatto ancora più vergognoso e amaro quando accade in luoghi in cui si dovrebbe rappresentare la legge.
E' un lavoro che riassume le vicende degli ultimi tempi, che mette insieme i colori bianco e nero e non ultimo il rosso, quello che acceca e toglie i lumi della ragione.
Enigmatico quel Cristo in croce, messo in fondo, come dimenticato, che sconta e osserva.
Un lavoro studiato e carico di significati, che invita a riflettere!
(Maria Rita Gelso)

"lo scambio" - acrilico su tela - 60*90

Ho osservato con attenzione ed interesse quest'ultima tua opera, quasi programmatica, e ti esprimo il mio personale apprezzamento per la scelta delle masse dei colori, che costruiscono efficacemente la composizione strutturata per piani paralleli che vanno a rimpicciolirsi in profondità. Probabile allusione alla diversa statura dei personaggi che agiscono in un contesto espressivo simbolico, come annoti anche tu. Sicuro apprezzamento per questo porti controcorrente a riflettere senza schemi preconcetti sui fatti che la storia impone a tutti noi, eppure non  posso non rilevare, per uno scambio di ragionamenti, l'estrema difficoltà a risolvere compiutamente dal punto di vista pittorico-concettuale argomenti di tale complessità, critica a parte, senza correre il rischio di cadere o in una visione retorica o semplicistica della vita.
Sinceramente non avverto ciò in questo dipinto, solo ravviso nella gestualità dei papi un accentuato controllo grafico.
Ci vorrebbe ben altro tempo per sviscerare questi pensieri, magari riprendendoli nella prossima telefonata, ma prima di salutarti rivedo la miniatura sul monitor, incompleta, appare solo il ritaglio dello sfondo con gli uomini che si azzuffano, è un quadro perfetto, pienamente concluso, è un'altra cosa però.
Non so se anche a te  compare così, puoi in ogni caso vedere ciò con un riquadro.
(Pino Bonifazio)

"la finestra su un sogno" - acrilico su tela - 40*60

Mi piace la visuale del personaggio di cui non conta il viso ma lo sguardo che è rivolto al suo sogno, di' la verità hai copiato la mia idea di guardare dalle spalle la realtà perché è quella che conta!
(Rosa Rita Mariani)

Hai reso molto bene l'effetto stupefacente e il colore dell'aurora boreale, il risultato è quello che volevi, un sogno ...
Vedo l'immagine come in movimento: lo spettatore guarda la scena, una visione, ne viene catturato come un vortice nel quale infine si immerge.
Contribuiscono a questo effetto non solo i colori brillanti ma il movimento dato al cielo.
(Maria Rita Gelso)

Di grande effetto quello sulla solitudine.
E' sola la figura che avanza nel paesaggio imbiancato, in cui la neve continua a scendere coi suoi fiocchi.
Fermo lo scenario, in movimento la persona e la neve, che le pennellate in rilievo sembrano far uscir fuori dal quadro.
Solitudine e stagioni direi. Il tema della vita (oltre che lo stato d'animo e il sentimento) è sempre presente.
(Maria Rita Gelso)

Vorrei averli dipinti io, soprattutto quello della neve, il mio animo è indubbiamente vicino alla pace che trasmette quel dipinto il cui unico difetto per me è il titolo "solitudine", io avrei invece titolato "Il silenzio".
Non si è soli se si è circondati da una natura così candida e silenziosa, dove non esiste niente di negativo perché la neve copre e nasconde e per un po' ci fa dimenticare quello che c'è sotto, tutto il tuo dipinto rende - perfettamente - tali sentimenti.
(Rosa Rita Mariani)

"solitudine - il silenzio" - acrilico - 70*50

Gli ultimi due dipinti mi sono piaciuti molto, anche questi diversi tra loro, ma ineccepibili dal punto di vista pittorico e formale.
Sei passato da una contemplazione-meditazione ad una rappresentazione, stando al titolo, di un fatto quasi contingente. Qui però  ravviso piuttosto l’idea di un rapporto uomo-natura intimo e costruttivo, direi rigenerante, che forse in quest'ottica implicava un altro titolo.
Il paesaggio è particolarmente poetico e reso con vera maestria. Non posso negare che questa mia opinione sia suggerita, e qui la cosa è singolare, da alcune identiche riprese video sopra Livata effettuate 4-5 anni fa. In quel caso gli sciatori erano un tutt’uno con la natura.
Con un po’ di tempo conto di spedirti due o tre sequenze e poi mi dirai.
(Pino Bonifazio)

"un bicchiere tira l'altro" - acrilico su tela - 70*50

Mi sono da poco alzato e ho acceso il computer per vedere se mi avevi spedito il dipinto sui bevitori e con piacevole sorpresa me lo sono trovato davanti.
Il quadro è molto bello e decisamente valido, una galleria di uomini soli che annegano i propri incubi nel vino.
Le figure hanno la forza e la verità di quelle del pittore americano Ben.
Tornerò sull'argomento per ora ti dico che hai centrato l'opera.
(Pino Bonifazio)

Guardo i volti e mi tornano in mente certi personaggi tipici di quei luoghi.
Mi torna in mente l'osteria di Giganto' alla piazzetta di Pietra Sprecata ('mprestecata).
Si scendevano le scale ... era ancora possibile fumare in quegli ambienti e il fumo si mescolava all'odore di vino che impregnava l'ambiente.
Si andava lì con la bottiglia per riempirla di vino. La stessa bottiglia che andava avanti e indietro.
Un bel ritratto all'uomo in primo piano che alza il bicchiere alla salute. :)
Ritrovo ancora il tema del tempo, e nei volti forse non volendo hai messo un po' di nostalgia anche se per loro quella era la "botta di vita".
Toccante tutta la scena.
Bravo Gino, anche Pino sarà felice di questa tua scelta.
(Maria Rita Gelso)

Caro Gino, sai quale è la tua grande dote che rientra in quello che io definisco genio creativo? Beh è quella di saper raccontare la storia.
Una storia che tutti noi viviamo, ma che non abbiamo il coraggio di fermare su tela. Tu lo fai. Attraverso le tue opere mi fai rivivere tempi e momenti a me sconosciuti, che rientrano nei ricordi.
I ricordi sono quelli di un uomo che osserva il mondo e ne traccia le linee guida. Ricordi che trasformano il presente in passato e il passato in futuro.
Il mio augurio più bello è questo: rivivi la storia e rendila per chi dopo di noi compierà questo grande cammino di nome vita.
Sei straordinario. Grazie per voler condividere con me i tuoi bellissimi ricordi.
L'opera è fantastica e mi fa rivivere le gioie di quei momenti quando anche un bicchiere di vino ti portava in paradiso.
(Salvatore Russo)

Per quanto riguarda le tue ultime opere mi soffermo, sul dipinto dei bevitori, messo a confronto con "Il riposo", con il quale ha più di una semplice rispondenza cromatica.
Trovo nello stile e nel soggetto dei due quadri un completamento nel modo di esprimere stati d’animo opposti, in ambienti radicalmente diversi.
Tanto "Il riposo" delinea un'atmosfera fuori del tempo, dove regna una dimensione quasi onirica, quanto "Un bicchiere tira l'altro" incarna il disagio esistenziale dell'uomo nella estrema fragilità delle figure, esaltate da un segno asciutto,  sinteticamente efficace.
(Pino Bonifazio)

Molto bello (…) l'armonia è una miscela che mette insieme senza mescolare colori caldi e freddi, così cielo terra e mare risultano come abbracciati. Sei ormai maestro in questi temi.
Mi fa pensare a una immagine fotografica, con una sfocatura volontaria del rosso mentre quel lembo di terra sembra volersi allungare per non perdere gli ultimi raggi.
(Maria Rita Gelso)

Vorrei saper dipingere i panorami con la tua maestria incurante del dettaglio ma efficace nell'effetto.
(Rosa Rita Mariani)

Il paesaggio che hai intitolato "Armonia di colori", invero per me alquanto inquietanti, è robusto, fortemente essenziale, con la lingua rossa che affonda la sua lama nel solido mare. Un tramonto che sconcerta, non visto, ma affiorante dalle profondità della psiche. Qui, in modo ciclico, affiorano quelle pulsioni esistenziali che traduci in segni gestuali e libere soluzioni che determinano la grande pittura.
L'atmosfera è quella di una saga nordica.
(Pino Bonifazio)

"armonia di colori" - acrilico su tela - 70*50
"in cammino" - acrilico su tela - 40*60

Vorrei saper dipingere i panorami con la tua maestria incurante del dettaglio ma efficace nell'effetto, la montagna innevata sullo sfondo è magnifica.
(Rosa Rita Mariani)

L’immagine mi è particolarmente cara, il tema del mettersi in cammino è un tema che ho fatto mio con le foto (ho un intero album dedicato) riferito non solo al passo di gambe e piedi ma all'azione del mettersi in moto, che può riguardare anche il sentimento. O, se vuoi, il non fermarsi.
E' una immagine tenera, la ragazza ha tutta la strada davanti e il mondo le sorride.
(Maria Rita Gelso)

Sei il Re dell'Arte contemporanea!!!!!
Questo è quello che questo tuo dipinto mi fa pensare.
(Salvatore Russo)

Mi piace molto questo tuo lavoro, un'immagine insolita, non il solito mare d'estate.
La neve ricopre tutto (mi piace il rilievo che le hai dato) come danzando, mentre i colori vivaci degli ombrelli rallegrano la scena.
Due persone vanno verso il mare, due ritornano ...
Scena luminosa anche se il cielo tende sul grigio, e poi c'è il mare, quel mare d'inverno che sembra mescolarsi alla neve.
Bravo! Non ti strapazzare!
(Maria Rita Gelso)

"la neve ed il mare" - acrilico su tela - 60*40
"il fuoco unisce" - acrilico su tela - 70*50

In merito al tuo dipinto con il fuoco, tema a me molto caro, tanto da avergli dedicato l'altr'anno una mostra fotografica a Subiaco, non posso non apprezzare l'alto valore sociale e culturale espresso, denso di significati antropologici e di seguito considerare la buona fattura dell'insieme cromatico e compositivo.
(Pino Bonifazio)

Un autentico capolavoro.
Non potevi concludere l'anno artistico con lavoro più bello.
Tu sei un autentico genio, il vero luminare dell'arte.
(Salvatore Russo)

Carissimo Gino
il quadro "Sospensione" si connota insieme a molti altri come un paesaggio più dell'anima che descrittivo, vicino nel tema alle vedute nebbiose del grande pittore tedesco C. D. F.
Nel dipinto è espressa molto bene la maestosità della natura in cui regna un assoluto silenzio, che spinge alla meditazione e ti proietta in una dimensione quasi leopardiana.
Il felice abbinamento dei colori freddi valorizza ancor più questa bella prova pittorica, non secondaria a tanta tua produzione.
(Pino  Bonifazio)

"sospensione" - acrilico su tela - 60*40

Non hai idea di quanto mi piace!!!!! Sei il mio più grande Artista. Questa opera è da pelle d'oca.
Ti ho fatto mandare da mio fratello il Premio Botticelli, vorrei che tu partecipassi con questa tua opera. Sarai l'unico artista italiano.
Noi abbiamo scelto te.
(Salvatore Russo)

... E riesci a meravigliare!
Paesaggi surreali, come sospesi in una condizione fantastica.
Secondo me nascono però dalle tue radici, da una realtà, forse un ricordo presente, e restano radicati, anche se avvolti dalle nuvole.
Il cielo impreziosito dai colori potenti dell'arancio e del viola (sono i colori dell'attesa!) si trasforma e sta a guardare …
(Maria Rita Gelso)

Affascinante e nuova prova di raggiunta maturità pittorica. Molto bello e carico di suggestioni non solo visive. Decisamente stai seguendo in modo molto proficuo la tua ispirazione naturalistica.
Scusa le mie citazioni e se vuoi vai a curiosare C. D. Friedrich.
(Pino Bonifazio)

Grazie mille per gli aggiornamenti sulle tue opere. Devo dire che quest'ultima è molto bella, molto luminosa, ed ha un'aurea particolare che forse è la prima volta che vedo nelle tue opere ... ci sono le sfumature del violetto che rendono il paesaggio molto spirituale, osserverei l'immagine per ore, la trovo molto rilassante in tutte le sue sfumature.
Complimenti per tutto ciò che riesci a trasmettere.
(Letizia Lanzarotti)

"un'emozione forte sempre uguale sempre diversa" - 40*60 - acrilico su tela

E' fantastico questo magma infuocato che lambisce cielo e mare!!!
E' un panorama mozzafiato quello che proponi, e diventa subito stato d'animo.
Mi piace tantissimo.
(Maria Rita Gelso)

Questo è un vero paesaggio infuocato.
Sento la forza incisiva. Mi piace da morire.
Riesci sempre a stupirmi, Hai un talento innato.
(Salvatore Russo)

La tua marina è godibilissima, una veduta di per sé ineccepibile sotto l'aspetto coloristico, un'emozione come giustamente hai detto.
Il quadro, pur nel solco di una tradizione compositiva, rivela una matura padronanza espressiva.
(Pino Bonifazio)

Hai reso al meglio la realtà in cui viviamo.
(Salvatore Russo)

Se non fosse che ci avviciniamo al Natale, che è promessa e luce, questo scenario risulterebbe estremamente senza speranza.
Cronaca del nostro tempo senza apparente ripresa, svolta, soluzione.
Prevale il rosso, non a caso.
Il sangue ricopre ogni cosa.
In tutte le sagome l'uomo è rappresentato come violento, le sue azioni come soprusi sanguinari, compresa e non per ultima la morte in croce dello stesso Cristo.
L'uomo è riuscito a metterlo in croce e per ricordare a tutti chi è l'uomo appeso sul legno ha usato i chiodi.
Il primo impatto è stato forte, come di una fine a precipizio.
Ma c'è la storia che ci racconta anche di una rinascita.
Allora vado alla ricerca di segni.
E' particolare e insolita la sovrapposizione delle figure al Cristo.
E osservando meglio si scopre quell'immagine rappresentata dentro di lui, di persona che soffre e soccombe: è l'immagine stessa del dolore, che lui custodisce come un embrione.
Lui stesso è diventato capanna che accoglie la sofferenza del mondo.
E' con gli ultimi, li porta in grembo come Maria ha fatto con lui.
Eccolo tra tanto tormento il messaggio di speranza: lui non ci abbandona mai.
Ci porta dentro.
E' la carità di cui parla San Paolo: amore supremo fino al dono della vita.
Dobbiamo avere occhi nuovi per guardare oltre e riuscire a trovarlo anche tra spazzatura e rifiuti ...
Bravo Gino, impegnato sempre.
(Maria Rita Gelso)

"la violenza degli uomini" - acrilico e smalto su tela - 70*50

All'apertura della posta vedo con piacere una tua bell'opera, tra le migliori con le figure.
Intanto un certo coraggio di libertà nella scelta del soggetto, che intreccia il Mistero con la Storia e la brutalità perenne dell'uomo, il tutto reso senza toni urlati per disporre l'osservatore a riflettere piuttosto che a restare su effetti superficiali del momento.
L'impressione che ne traggo è quella dell umile'agnello che tutti guardano con tenerezza, ma poi pochi si spendono in sua difesa.
La concentrata  composizione è sostenuta da una trama di meditati colori, stesi con tratti spezzettati che si percepiscono come dei singulti dell'anima.
(Pino Bonifazio)

"rappresentando Feofeo" - acrilico e spray su tela - 90*60

L'ultima opera è bellissima!
L'idea è geniale. E Feofeo l'ha vista? Cosa ne pensa?
E' una bellissima idea quella di abbinare gli artisti e le loro opere e potresti anche continuare con questo filone. Saresti il primo a farlo!
Oltre ad essere una bella idea è ben eseguita e pienamente in tuo stile.
Anche interpretare lo stile di altri artisti è una bella sfida! E tu ne sei uscito vincente.
Complimenti!
(Letizia Lanzarotti)

Il quadro lo trovo interessante soprattutto per il contenuto che suggerisce come ognuno di noi è un unicum, sempre diverso nei confronti degli altri e nel corso della vita anche a se stesso, per cui i diversi siamo tutti noi.
Pittoricamente lo trovo ben riuscito e ben disegnato, forse d'intensità emozionale leggermente inferiore agli altri del periodo, ma questo è un'altra cosa, che stimola più il pensiero che le sensazioni.
(Pino  Bonifazio)

"quale diversità" - acrilico e spatole su tela - 70*80
"aspettando la notte" - acrilico e spatole su tela - 90*70

Mi piace questo tuo continuo sperimentare e questa nuova tecnica a cui sei approdato, la spatola, penso ti stia dando ottimi risultati.
In quest'ultimo dipinto ancor di più del precedente.
Un vero capolavoro.
Non hai mai avuto paura di fare abbinamenti azzardati tra colori complementari, e questa è un'ottima peculiarità che rende i tuoi lavori squisitamente contemporanei.
Ma con la spatola questi contrasti si accentuano ancora di più; un colore si apre come uno squarcio per rivelare una striscia di un altro in una continua contaminazione cromatica di grande effetto.
Continua la tua sperimentazione; chi lo sa, magari potrebbe dare ottimi risultati non solo nei paesaggi.
(Letizia Lanzarotti)

Per me ha lo spessore artistico del capolavoro.
E' di una tale intensità pittorica che l'immagine ti rapisce dentro la materia, ricca di pathos e di forza espressiva.
Si sente fisicamente la stesura istintiva che qui trasmette sensazioni primordiali, di grande fascino poetico.
Gli accostamenti cromatici, con quegli stracci di blu notte, tra cielo e mare, sono esplosivi e teneri al tempo stesso.
Da esporre nelle più prestigiose rassegne e da conservare, non tutti i giorni si raggiungono così alti vertici.
E’ fantastico, della stessa forza del nudo giovanile '70, complimenti ci siamo in pieno, può stare accanto ai migliori Fauve, opera scaturita da profonde pulsioni.
(Pino Bonifazio)

Apprezzo moltissimo anche quest'ultimo tuo lavoro, questi acrilici con spatola mi  piacciono, hanno una marcia in più, una consistenza che dà corpo all'immagine.
Mi viene da pensare a uno spazio intimo, una introspezione, nonostante lo spazio aperto del mare.
La barca è ferma, in attesa, eppure non trovo la pace che dovrebbe ispirare.
Forse a causa del cielo rosso, che incombe su tutto.
O forse perché l'unica ad essere ferma è la barca, e tutto il resto dà il senso dell'addivenire.
(Maria Rita Gelso)

Sei realmente un Maestro.
Il paesaggio che hai creato mi lascia senza parole.
Sono realmente orgoglioso di te.
Tu fai Arte perché la sai veramente fare.
(Salvatore Russo)

E' un quadro formidabile, il migliore tra i recenti, per la potenza espressiva del segno e del colore, scaturita in modo prorompente dalle profondità dell'anima.
Qui l'impulso creativo non ha mediazioni, irrompe come un fiume in piena e la tormentata stesura pittorica, davvero superba, evidenzia una grande inquietudine, ricorrente nella produzione dell'artista.
Paesaggio inquieto, da grande mostra.
(Pino Bonifazio)

Mi sono svegliato e mi sono trovato davanti agli occhi un capolavoro di luce.
Mi piace tantissimo questo tuo paesaggio.
Anche con la spatola mi hai dimostrato di essere un vero Maestro.
Tu domini anche questo strumento.
(Salvatore Russo)

E' bellissimo.
Mi piacciono i colori che si fondono del tramonto, ormai autunnale, lo scenario terra-cielo che è un tutt'uno; l'effetto delle spatole che a tratti fanno sembrare lo spessore del colore come fosse olio; quell'ondata rossa in cielo che sembra sospingere gli uccelli in volo verso altri lidi.
Un altro bel lavoro!
(Maria Rita Gelso)

"in attesa" - acrilico e spatole su tela - 80*50
"la clessidra" - acrilico su tela - 70*50

Questa Opera ha inciso particolarmente su di me, forse perché mi riconosco nel profilo di donna che hai disegnato.
Il tempo passa e lascia i suoi segni, l'importante è passarlo al meglio!
Complimenti perché hai saputo davvero cogliere l'essenza del tempo, la "simmetria" della clessidra, e i tuoi temi dei profili, delle donne, ritornano sempre.
Meraviglioso!
Molto bella anche la scelta dei colori, della gamma che hai scelto.
Il rosso e l'arancione tornano spesso nei tuoi dipinti, e sono i colori della terra, dell'energia.
Anche i cieli diventano rossi per eccesso di energia positiva.
Sono dipinti palpitanti, pieni di vita, e rispecchiano tutta la tua creatività di una pittura feconda di emozioni ...
(Letizia Lanzarotti)

E’ eccezionale!!!!!
Hai saputo rendere l'immagine del tempo un capolavoro.
(Salvatore Russo)

Mi piace molto questo paesaggio naturale, classico nel tema e insolito nei colori.
Il mare, una distesa verde scura impenetrabile distaccata dal cielo che regala i colori del tramonto e in cui volano alti i gabbiani, come i pensieri.
Non sono d'accordo con Giuseppe Russo se ti dice che dovresti dipingere solo paesaggi.
Anche io ho detto che nei paesaggi ti ritrovo, ma ho anche detto che i dipinti in cui comparivano anche le persone come soggetti di una storia erano un completamento.
E' necessario, utile, giusto e sacrosanto che tu dipinga quello che senti.
L'arte non è risposta al gusto degli altri.
Io prediligo le foto "di strada" le cosiddette street photography, ma non vuol dire che mi ritrovo solo in quelle.
Mi sono cimentata anche in foto naturalistiche e "racconti" di eventi o di viaggio. E tutte fanno parte di un percorso.
(Maria Rita Gelso)

"in volo" - acrilico su tela - 70*50
"una vista ricorrente" - olio e spatole su tela - 60*40

Anche in questa ultima produzione estiva si riscontrano dipinti molto diversi fra loro per contenuto e  per stile, in quanto il Pittore spazia tra  una pittura più concettuale, mai totalmente intellettualistica e un’altra decisamente sanguigna e di getto.
A questa serie appartengono due pezzi di grande valore.
"Una veduta ricorrente" ricorda certi quadri giovanili per l’assoluto colore puro, ora però reso con una perizia tecnica e compositiva davvero notevole, dove nulla è fuori posto e che sa modulare la costruzione dei piani con sapienti variazioni monocromatiche, a tratti appena accennate.
La sintesi materica costruisce piani e volumi che plasmano dinamicamente tutto lo spazio, espressione dell’anima, che trova in questo fuoco cromatico la sua esternazione.
(Pino Bonifazio)

Fantastico.
Cielo e paesaggio sono come abbracciati, amalgamati, nonostante la silhouette si stagli nettamente contro il cielo.
Sono un tutt'uno.
Contribuiscono a questa impressione i colori usati (a differenza del quadro "in volo", dove cielo e mare sono due realtà, qui il rosso del tramonto sembra plasmarsi sulla vista d'insieme) e le spatolate del colore ad olio, che aumentano l'imponenza di tutta l'immagine.
Si vede che l'argomento lo hai trattato altre volte, c'è come una sicurezza nei tratti, la stessa che si ha quando si percorre una strada ripetuta.
Che belle quelle "onde" nel cielo, a sinistra, e quel sole che si lascia immaginare, e la cupola e il campanile ...
Questa serie sono andata a rivedermela, ed è veramente notevole.
Resta però quel che ho detto: la tua ricchezza è in tutti i lavori che fai.
(Maria Rita Gelso)

Questa tua veduta è straordinaria.
Gino parliamoci chiaro tu sei sicuramente tra i massimi interpreti della figurazione italiana e il tuo talento va protetto e custodito.
Questa tua opera è un grande capolavoro di realizzazione, cromia e collocazione e gestione degli spazi.
(Salvatore Russo)

Lo sai che in questo tema mi ci perdo.
Non si può dire che "mi piace", trattandosi di un dramma, piuttosto che mi preme e mi prende.
Hai messo assieme in un'unico quadro tante situazioni differenti e uguali.
Uomini e donne, vecchi e giovani.
Un'emergenza quotidiana eppure così lancinante.
Così raggruppate sono come moltiplicate queste piaghe.
Sette, come i giorni della settimana, come i peccati capitali, come le coppe dell'ira di Dio.
Si, li riconosco, li ho incontrati in ogni angolo e strada e città.
Hanno in comune un cuore spezzato e scarpe bucate, vestiti sporchi e mani ferite.
Dovrebbe uscirne un urlo fuori, ma la sensazione è quella del silenzio, dell'attesa.
Tutti bussano, aspettano, chiedono.
Noi dovremmo essere capaci di aprire, rispondere, dare.
C'è la strada, l'angolo, la porta chiusa.
Hai messo tutto.
E c'è un grande assente: l'altro.
Un bel lavoro Gino, forte come una denuncia.
E scomodo come un cuscino di pietra.
(Maria Rita Gelso)

"la casa mia dov'è" - acrilico su tela - 90*60

È un quadro molto forte parla di emarginati e anime sole strano per il tuo genere!
Ma è una donna incinta quella a sinistra?
Un barlume di speranza!
(Rosa Rita Mariani)

"il riposo" - acrilico su tela - 60*40

Dell'ultimo lavoro mi ha colpito molto la posizione, non facile da riprodurre, della ragazza.
Le gambe messe in quel modo, la camicia stropicciata ... pur riconoscendo che è un dipinto in tuo stile, è molto verosimile alla realtà.
(Letizia Lanzarotti)

Bello!!!!!!!!!!! mi piace tantissimo!
Persino il colore e la forma dei sedili predispongono al riposo :)
Incurvati sembrano come mani che accolgono la dormiente.
E poi c'è il mare fuori dal finestrino che sembra invitare alla pausa.
Trovo forte il tema e la sua realizzazione.
Qui ci vedo anche un bel taglio fotografico.
Bravo!!!
(Maria Rita Gelso)

Sarò anche di parte, ma questo è davvero un capolavoro.
Tu hai la capacità di immortalare la storia e di raccontarla attraverso la bellezza delle tue pennellate.
Hai un talento davvero unico.
Mi piace particolarmente perché hai colto, a mio avviso, l'essenza di ognuno di noi.
Voto? 10 e lode!!!!
(Salvatore Russo)

Beh, li ho conosciuti entrambi!
Nel gioco della continuità rovesciata come a specchio uno sembra nascere dall'altro.
Hai pure voluto mettere le due immagini doppie e rovesciate una di fianco all'altra per aumentare l'effetto ottico della duplicazione, molto ben riuscito.
Non credo che ci sia quello giusto e quello sbagliato, di sicuro sono somiglianti agli originali!
(Maria Rita Gelso)

Per l'Opera sui gemelli, non ho parole, a parte l'idea geniale, come sai hai colpito nel segno e, anche se non eravamo insieme, io e Francesco ne abbiamo parlato tutta la giornata, ipotizzando anche come si potrebbe appendere il quadro in un contesto moderno e post-concettuale, dove l'opera ha un perno nel centro e ruota in continuazione ma ad una velocità non percepibile dall'uomo, in modo che lo spettatore si accorga solo osservandola di tanto in tanto che ha cambiato posizione.
Al di là di queste ipotesi è anche ben eseguita.
I volti oscillano tra caricatura e ritratto ma in modo molto fine ed elegante e rispecchiano il tuo stile.
Bella anche l'idea dello sfondo informale.
Francesco mi ha inviato anche le bozze del lavoro.
Che dire, bravissimo, complimenti, stupendo.
(Letizia Lanzarotti)

"i due gemelli qual'è il ... giusto" - acrilico su tela - 30*60

Davvero stupendo, ti ringrazio, mi riconosco molto nella foto, il tuo stile è riconoscibile e molto ben fatto.
(Francesco Saverio Russo)

"l'addio" - acrilico su tela - 70*50

Molto bello, "l'addio" è raccontato dalle luci forti e appassionate del tramonto (credo sia acrilico, ma il rosso è così potente che sembra olio) e dalle silhouette scure delle persone.
Il mare ha i colori del cielo e le persone, su terra, scura come notte buia, sembrano averlo attraversato, come superstiti piegati dal dolore.
Impossibile non pensare ai terribili fatti di cronaca che si ripetono purtroppo incessantemente.
(Maria Rita Gelso)

Come per magia l’immaginifico incanto appare e rapisce l’animo, proiettandolo in una dimensione sospesa del tempo, in cui è possibile vivere attimi di eternità.
La visione, di grande delicatezza pittorica, oscilla tra la percezione naturalistica e il racconto fiabesco, come allude il titolo, in equilibrio perfetto.
In questo intreccio di elementi visti e sognati, perfettamente resi con agili pennellate che modulano la raffinata gamma dei gialli e dei viola, risiede il fascino di quest’opera poetica.
(Pino Bonifazio)

"la donna del lago" - olio su tela - 70*50

Resto dell'opinione di inviare a Parigi "La donna de l lago".
Questo dipinto mi ha catturato subito e ti confesso che ogni volta che posso farlo apro la tua cartella per entrare con la fantasia dentro il quadro e immedesimarmi in questa splendida donna che tutta sola contempla il Creato.
Ella non sa che l'Artista l'ha immortalato, facendola apparire parte indispensabile dell'incantevole panorama.
(Anna Francesca Biondolillo)

Tu sei un autentico genio.
Mai nessuno al mondo aveva utilizzato il riflesso della luna per esaltare la bellezza femminile!
Che ne penso? Mi lasci senza parole.
Sei tra i pochi artisti al mondo in grado di stupirmi sempre.
Sei immenso!
(Salvatore Russo)

Bella la tua ultima tela, tonalità diverse da quelle alle quali mi hai abituata, notevole l'accostamento del viola all'azzurro del cielo sfumato con pennellate fluide, ma ancora più interessante è l'uso del colore complementare del viola, appunto il giallo, nelle sue variazioni di ocra, che fanno brillare l'immagine della donna nelle acque del lago.
Complimenti, si coglie la tua esperienza pittorica e una certa serenità interiore.
(Lucia La Sorsa)

Ho visto qualcosa di assolutamente nuovo nell'ultimo dipinto che mi hai inviato, qualcosa che si discosta dai precedenti paesaggi e dalla produzione legata al nudo femminile.
E' come se con questo dipinto fossi arrivato alla sintesi di entrambe le cose; non più la donna applicata sui paesaggi "animati" dai profili, ma il soggetto del paesaggio, identificarsi con il soggetto femminile rappresentato non più direttamente ma idealmente.
Questo è davvero un bellissimo traguardo che ti permette comunque di andare avanti a sperimentare altri dipinti sul genere dei precedenti, ma allo stesso tempo ti apre una nuova porta sul tuo stile pittorico, una porta da esplorare sempre di più.
Trovo che anche i colori siano totalmente originali.
Inizialmente mi ricordavano un po' le tinte de "il manichino" o di "ricordi e speranze", poi però ho visto che sono ancora diverse, sono tinte molto spirituali (il viola è il colore dello spirito, il giallo della luce), quindi, non so se questo fosse influenzato anche dal luogo in cui mi trovavo al momento della visione del tuo quadro ma ci ho visto anche qualcosa di molto mistico.
(Letizia Lanzarotti)

Mi piace molto, sia per i colori (quel viola notturno del paesaggio su cui scivola la luce gialla della luna ... e le due macchie blu e bianca del cielo, ondulate, quasi a seguire le curve del paesaggio) sia per l'immagine curiosa della donna che il chiarore lunare compone nell'acqua; sembra sia ferma ad osservare il paesaggio.
La luna è tenue e leggera, sembra regalare coriandoli di luce.
(Maria Rita Gelso)

"l'Italia e i Marò" - acrilico e smalti su tela - 40*60

E' un lavoro molto ben fatto, appassionato.
Luminosi i colori anche se le immagini rappresentano e si riferiscono a tragedie.
Infatti i colori si disfano ... il rosso cola come sangue, e si riflettono nel mare.
Nel cielo le presenze costanti si ammassano e osservano come in un lamento.
E l'uomo con la sua barchetta alla deriva ricorda altri drammi ...
ll tema dei Marò è controverso.
Una questione dolorosa per loro che probabilmente hanno obbedito a un comando e per le famiglie dei pescatori indiani che l'hanno subito.
Ritengo che dovrebbero rientrare in Italia e qui essere giudicati.
Una storia sbagliata, come recita De André in una sua canzone.
E gestita malamente.
(Maria Rita Gelso)

La tua Arte diventa così di denuncia sociale, mi piace moltissimo.
Tu testimoni la società sei un grande.
(Salvatore Russo)

Ti rispondo dopo qualche giorno (…) per riflettere sul tuo ultimo quadro, per non lasciarmi condizionare da una tua idea programmatica di impegno socio-politico sulla vicenda dei marò, tra l'altro molto attuale e sparita da tutti i TG.
Guarda caso proprio in questo periodo di silenzio ho spesso pensato a loro e quindi mi trovi in perfetta sintonia sull'inquietante caso e sulla conseguente indignazione e incredulità, che è così ben espressa dai tuoi volti blu mare.
In merito al dipinto lo trovo molto convincente dal punto di vista cromatico e compositivo, con quel disfacimento del simbolo bandiera che si scioglie nelle acque oceaniche, mentre c'è chi cerca di salvarsi.
Il messaggio è chiaro e di netta posizione critica, che ti lascia pensare.
Un bel quadro senz'altro da presentare in tante rassegne.
Tu hai sottolineato l'inerzia delle istituzioni.
(Pino Bonifazio)

Tu sei come il vino, più passa il tempo e più le tue pitture sono di qualità.
Mi piace tantissimo la dicotomia visiva e cromatica che hai saputo creare.
Sei un grande.
(Salvatore Russo)

*** *** ***
Forte il tuo quadro! Come fosse un'immagine già vista ...
Un bel lavoro, che aggiunge alla foto le tonalità forti dei colori: in alto quelli caldi del tramonto, che arriva a riscaldare i palazzi, in basso il blu, nero e grigio con le sue ombre, colori freddi della strada.
(Maria Rita Gelso)  

*** *** ***
Mi soffermo sull'ultima tua opera, che torna sullo stile de "il manichino", dalla impostazione formale e di contenuto vicina alle atmosfere simboliste e metafisiche e dello stesso valore del dipinto citato.
Due stili diversi che si completano, come hai giustamente detto e che denotano l'esigenza di non essere ingabbiato in un limitato confine, poter esprimere la multiforme dimensione umana in tutti i suoi aspetti.
Il dipinto si caratterizza per un silenzio che definirei tattile e per un senso di solitudine avvolgente, creati da una composizione ben strutturata e da una perizia pittorica di grande sensibilità.
(Pino Bonifazio)

"contrapposizioni" olio su tela - 50*65 - 2014
"quale vittoria" - olio su tela - 70*50 - 2014

Mi piace moltissimo. Già.
Drammaticissimo, riporta in mente tutte le situazioni attuali di disperati che fuggono da stati di guerra e povertà e violenza e arrivati sulla nuova spiaggia credono di aver in qualche modo "vinto", mentre un'altra traversata li aspetta, forse ancor più dura e aspra ...
Anche qui presenze, e davanti uno scenario di fuoco che sembra già anticipare il futuro ...
(Maria Rita Gelso)

Ha ragione Salvatore. "la ferita" è un capolavoro.
Una magistrale sintesi di forza espressiva nel solco della più alta produzione contemporanea.
E’assolutamente perfetto ... una tua metamorfosi strabiliante.
Riprendo il contatto dopo alcuni giorni per completare il mio pensiero su quanto detto in modo sintetico.
Confermo in pieno il giudizio espresso a caldo e secondo me questo linguaggio figurativo costituisce forse la parte migliore di te, la più convincente, quella che ciclicamente ritorna dagli anni giovanili ad oggi, che si lega ai nudi della tua iniziale ricerca.
Senza nulla togliere alla "valle dei giganti" o al bellissimo "manichino".
Questo diluvio emozionale si getta nella tela, come la lava del vulcano fuoriesce dal cono, senza mediazioni ed è un canto lirico, per dirla con parole leopardiane.
Riprendi qui l'impianto coloristico della risata, nella scelta dei volti, nella dominante verde, nella foga gestuale, però sono trascorsi alcuni anni e ancor più si vede che hai raggiunto un livello di forma compositiva e cromatica di un pittore nella pienezza dei suoi mezzi creativi.
Qui tutto ruota attorno ad un'unità essenziale, un centro che in maniera gravitazionale tiene tutti i dettagli, ancorati alla ferita con quella lacerazione gocciolante.
La scelta e il dosaggio dei colori sono magistrali, distribuiti perfettamente nello spazio fluido, in continua dilatazione.
(Pino Bonifazio)

*** *** ***
Caro Gino mi hai lasciato senza parole, l'opera "quale vittoria" è eccezionale, ma la ferita è di un livello assoluto.
La voglio per un mio evento esclusivo che sto organizzando nel posto più bello al mondo.
(Salvatore Russo)

*** *** ***

"la ferita" - smalti e olio su tela - 80*70 - 2014

Il dipinto astratto, in cui tornano le presenze, "la ferita", mi inquieta.
E gli astratti non sono i miei prediletti.
In quanto astratti lasciano a chi li guarda più spazio di interpretazione.
Mi vengono in mente certi astratti di Fausto, sai di quali parlo, che mi trasmettevano solo disperazione e dolore.
Nell'astratto si scatena la fantasia e a seconda dello stato d'animo si possono vedere luci o ombre. Pieni o vuoti.
Pianure o abissi. Forse perché vedo oltre e di più di quello che magari è la tua stessa intenzione.
Riconosco persino persone in un profilo e mi fermo perché rischio di diventare visionaria.
Un fratello perso, una madre dolente, voci che si rincorrono come in un ricordo e la ferita, sottile, goccia a goccia, sangue stillato, che resta aperta.
Li accantono, volto pagina, perché mi mettono in uno stato d'ansia.
(Maria Rita Gelso)

La mudèla - (dialetto anconetano)

A ‘n pitòre avéa mustrato
qúle grazie ridundanti,
ch’esplusioni lu’ ha creato
e de quadri ce n’ha tanti.
‘Ncora ade’ se méte in posa
ma nun c’ha più qúle forme,
è spanata cume rosa,
el pitòre ce s’indorme.
Lu’ ce ride, e lia s’è ‘ccorta,
quando búta giò i culori,
viène ‘na natura morta,
mele, pere e ‘ncora fiori.
Te sei stata qúla Musa
che m’ha fàto scuprì’ l’arte,
fija mia nun c’ho ‘na scusa
ma hai giucato le tue carte!
De rimando je risponde:
se con te so’ stata màta,
‘ndàvi te in balìa del’onde,
nun c’avéi la cataràta!             

(Luciano Gennaretti) 28.05.2014

La modella - (italiano)

A un pittore aveva mostrato
quelle grazie ridondanti,
che esplosioni in lui ha creato
e di quadri ce ne ha tanti.
Ora lei si mette in posa
ma lui non la vede come una volta
è come ... una rosa sfiorita
il pittore ci si addormenta.
Lui ci ride e lei si è accorta,
quando butta giù i colori,
viene una natura morta,
mele, pere e pure fiori.
Tu sei stata quella Musa
che m’ha fatto scoprire l’arte,
figlia mia non ho una scusa
ma hai giocato le tue carte!
Di rimando lei risponde:
se con te son stata matta,
andavi tu in balìa dell’onde
... non avevi la cataratta!

(Luciano Gennaretti) 28.05.2014

"i colori del Pilastro" - olio su tela (spatole) - 60*40 - 2014

Complimenti per l'ultimo dipinto, mi piace molto e ciò che mi ha colpito è la stessa cosa di quello precedente, il cui tema era religioso; il cielo rosso.
Lo trovo una scelta molto coraggiosa ancor più in quest'ultimo dipinto dove a parlare è il colore e la sua gestualità.
Il contrasto è davvero preponderante, destinato a rimanere impresso nella mente di chi guarda il dipinto che è di per sè un Inno alla Forza, sembra la potenza ancestrale di un Re, di una dinastia.
Un dipinto che rappresenta "poco" (nel senso di pochi soggetti) ma dice tantissimo, anzi, lo grida.
Davvero complimenti e anche questo potrebbe essere un campo di ricerca e di analisi artistica del colore e della sua forza comunicativa.
(Letizia Lanzarotti)

Non so se è un capolavoro, ma il primo impatto è stato di  incanto.
E' superbo, robusto, essenziale, sulla scia di "una veduta ricorrente" ma più vitalistico, con una materia che sembra ribollire nel quadro, non in grado di contenerla.
Un Gino con la veemenza dei vent'anni, che ora può citare le lezioni dei grandi maestri, restando personalissimo nel linguaggio espressivo.
Non so nemmeno se è tra i migliori che hai prodotto, so solo che bisogna essere in uno stato di grazia per dipingere così e tirar fuori quello che è inesprimibile diversamente.
Ritengo che l'opera sia straordinariamente potente, con le due masse che si fronteggiano e si contrastano titanicamente.
Una perfetta fusione tra elementi espressionistici e significati quasi simbolisti, con il sublime naturale che meraviglia sopra la cupa distesa metropolitana.
(Pino Bonifazio)

Una danza sul tempo che passa, che invano vorremmo fermare.
Fluisce inesorabile ci sfiora, ci incanta.
A volte i nostri ricordi fissano momenti, attimi pulsioni istintuali.
Ma sono illusioni: i volti scompaiono.
Sono indistinti. Ci danno uno smacco.
Rimangono i corpi, sensuali movenze, forme aggraziate.
Ma i quadranti son lì, netti, decisi e precisi, impietosi scandiscono ciò che non possiamo afferrare.
La luce si avviva e si attenua. Rimane qualche attimo di quello che è stato o immaginiamo che fu.
(Vito Antonio Laurino)

*** *** ***
Credo che sia un gran bel lavoro. Al tema del nudo di donna (corpi armoniosi) si somma quello del tempo "sempre in movimento e sempre fermo", che porta necessariamente a una riflessione sulla vita. Gli orologi segnano il tempo che corre, ciascuno ha un'ora diversa, e la donna sembra seguire e segnare questi movimenti, diventa lei stessa sera, mattino, giorno.
Mi piace il marrone scuro delle ombre e la luce che colpisce il corpo della donna in piedi.
Non capisco bene quell'ombra color nocciola, arrotondata in modo netto, che segue la donna in piedi a partire dal piede.  
(Maria Rita Gelso)

*** *** ***
Con piacere apprendo la ripresa della tua produzione, con questa ideazione pittorica molto interessante e veramente superba dal punto di vista artistico, che preferisco al pur ben riuscito quadro intitolato il saluto. Qui ravviso una perfetta fusione tra elementi coloristici, compositivi e speculativi che veramente rende l'opera profondamente personale e matura. Non noto affatto la laboriosa creazione, tutt'altro, come altre volte ti ho detto per me conta solo il risultato finale e non il cammino che c'è voluto.
(Pino Bonifazio)

"il tempo ... sempre in movimento, sempre fermo" - 70*50 2014

L'ho mostrata a mio papà che mi ha detto di chiamarti addirittura per dirti che è un capolavoro.
Io penso che sia in assoluto la tua opera più bella tra i nudi.
New York ti è servita, ora sei straordinario davvero. La tua ricerca è unica.
(Salvatore Russo)

***
Il dipinto è davvero stupendo, molto significativo, mi piace sopratutto perché hai ripreso il tema del tempo a te molto caro, a partire dalla video Art, un tema che riesci a cogliere sempre in maniera originale, simbolica e su cui secondo me dovresti continuare a indagare.
Le figure sono davvero belle, ben eseguite e la luce e l'atmosfera che crea è speciale.
Direi uno dei più belli tra gli ultimi.
(Letizia Lanzarotti)

"studio dei colori a cera, un giuoco" - 40*40 - 2014

"il giuoco", è perfetto!
Questo sì, vicino per forma e colori, ad una vista ricorrente!
(Pino Bonifazio)

- Sublime!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Per me è il tuo lavoro più bello.
Hai creato la più bella opera che ho mai visto.
Bravissimo.
(Salvatore Russo)

- Originale e ben realizzato il soggetto, notevoli i colori che parlano di tramonto.
Anche le tecniche di stesura del colore e le pennellate cambiano: lunghe, distese e miscelate quelle del cielo, allungate e fluttuanti quelle del mare, pizzicate quelle della sabbia.
E' un bel lavoro, sembra che tutte le regole si siano rovesciate.
Curiosa quella gamba che sembra "immergersi" nel cielo.
Il sole si è tuffato in acqua, mentre la spiaggia, che ha il colore azzurrino della prima sera che arriva, quasi sembra trasformarsi in mare.
Lei è lì, libera nella natura che l'avvolge.
Il saluto ... è lei che saluta il giorno, che fa posto alla sera, o sono cielo, sole, acqua e terra che salutano lei?
(Maria Rita Gelso)

- Che bello il quadro della donna sulla spiaggia, mi piace  il punto di vista straordinario!!!!
Mi è piaciuta a tal punto che l'ho messa come schermata sul mio telefonino!!!
(Rosarita Mariani)

"il saluto" - acrilico su tela - 40*60 - 2014
 
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