dei miei quadri ... - 1 - Ercole Gino Gelso - pittore e fotografo

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dei miei quadri ... - 1

"Voglia di indipendenza" - acrilico su tela - 70*50

Il dipinto si colloca sulla linea stilistica dei tuoi recenti lavori, che giudico di grande interesse espressivo, ma qui c'è una tensione che vedo rafforzare ulteriormente aspetti del tuo linguaggio, così come si è evoluto in questi ultimi tempi. Vale a dire, noto una acquisita capacità di sintesi pittorica di notevole efficacia, che si manifesta con una essenzialità di tratti e con una rapidità esecutiva che rendono il quadro forte e vibrante in ogni suo elemento strutturale. Posso dire, senza timore di sbagliare, che questo è decisamente il più maturo e personale approdo stilistico, fra tanti percorsi artistici intrapresi, che ritengo meglio ti rappresenta, per quel tuo animo fatto di passioni e pulsioni interiori prorompenti, governate sempre da intelligente senso critico. Sei arrivato a padroneggiare una forma comunicativa di forte impatto visivo, basata sui segni-colore e su poche "parole", giuste ed inequivocabili, quelle che secondo me ogni grande artista persegue, consapevolmente oppure meno, in apparenza semplici ed invece frutto di tanto studio, ricerca e scandaglio interiore. Dopo una vita corsa a sperimentare, a rovistare nei meandri dell'arte sei tornato a casa tua, a quei dipinti infuocati appesi nella tua abitazione di gioventù, ma con uno spessore culturale e artistico enorme.

Come allora ravviso un bisogno di totale libertà, peraltro mai sopito, espresso con soluzioni e colori, sempre alla ricerca della propria strada, al di là dei facili linguaggi figurativi. Sei tornato alle origini, così come può fare un viaggiatore, che dopo aver visitato il mondo, torna con un bagaglio incommensurabile a vedere i luoghi della adolescenza. Quel mondo espressivo ed esistenziale si è sublimato attraverso una grande sapienza pittorica, che incanta. C'è delicatezza e al contempo energia vulcanica in questa ultima produzione. Le accese cromie esaltano i frenetici guizzi di colori primari, che nel loro urtarsi generano esplosioni di vita e la composizione tutta vive di questi autentici fuochi di artificio, combinati magistralmente. Il tuo stile è giunto ad una identità grafica e pittorica decisamente gelsiana, d'autore come si suol dire. L'opera d'arte non attende che tu ti avvicini ad osservarla, perché è essa stessa che ti viene incontro e ti cattura con quel mix di emozioni colorate e di introspezioni che appagano la vista e lo spirito.
... Vorrei soffermarmi qui su due elementi fondamentali in un'opera d'arte, che sono il colore e il messaggio che scaturisce dall'insieme pittorico.
Gli impasti cromatici e gli accostamenti tra loro sono molto cambiati nel corso di questi ultimi anni, anzitutto la stesura coloristica si è fatta più duttile, raffinata e modulata, rispetto al contenuto del soggetto del dipinto, una conquista di grande maturità che attesta il raggiungimento di un linguaggio del tutto personale.
I toni più accesi si sono stemperati, lasciando spazio a soluzioni più riflessive e a proiezioni del proprio mondo interiore, senza per questo rinunciare alla forza espressiva del colore, che anzi spesso è dato nei suoi valori primari.
Insomma la riflessione, lo scandaglio interiore si manifesta più frequentemente e compiutamente di prima e le cose appaiono sotto altra luce, quella della visione della vita a tutto tondo.
Le atmosfere sono incantate, sospese in una non dimensione, vedi ad es. opere come Solitudine, In attesa, Orella, ma al tempo stesso altre immagini sanno cogliere le istanze della contemporaneità e in modo efficace le sanno interpretare.
In questa alta consapevolezza artistica ritroviamo quelle caratteristiche espressive che da sempre hanno accompagnato tutta la produzione d'arte, la ricerca della dimensione umana e della realtà attraverso le emozioni.
(Pino Bonifazio)

*** *** *** *** ***

Il mare è cielo, il cielo è mare. Danzano, si avvolgono, si specchiano.
La sagoma scura del paese sul mare va in secondo piano, guarda come da un cantuccio.
E' una liberazione, tutto sfugge alle regole.
La natura si riprende, e questa volta l'uomo non c'è.
Un altro lavoro messo a buon frutto.
(Maria Rita Gelso)

“E i pesci … spegnete quelle luci” - acrilico su tela - 60*40
"Il lavoro e la danza" - acrilico su tela - 90*60

Ho visto il tuo bel dipinto e sono andato a rivedere gli ultimi per un confronto e un'analisi più consapevole, riferita alla tua presente espressività.
Il tuo linguaggio espressivo è approdato ad una particolare visione della realtà, intesa come dato sensibile, che però non è l'oggetto ultimo della tua rappresentazione in quanto  costituisce appena l'inizio o il pretesto per costruire una trama poetica che si sviluppa non tanto attraverso la sensorialità, ma soprattutto attraverso il tuo mondo interiore.
Null'altro che un motivo le forme di natura per effondere i tuoi sentimenti, stati dell'anima, in una sintesi tra oggettività e soggettività davvero perfetta.

Si potrebbe parlare di realismo incantato, sognato, dove la tua forza evocatrice di mondi mitici, quasi incorrotti, ha modo di farceli materializzare davanti ai nostri occhi, con autentico stupore.
Una volta visti questi paesaggi del cuore vorresti andarli a conoscere, per quella atmosfera di spazio-tempo indefiniti e forse anche per un che di  nostalgia, verso ciò che per breve tempo abbiamo avuto e purtroppo perdiamo.
Potrei citarti diversi autori che han percorso questo rapporto con la vita e il suo mistero, ma mi fermo per vari motivi ad un'opera cinematografica, che secondo me in certe scene ben rimanda  proprio al tuo splendido "Il lavoro e la danza"; è il film Papillon con Steve Mc Queen.
Il tuo tratto pittorico, pur mantenendo forza espressiva, si è un po' addolcito per così dire, complici i tuoi impasti più distesi e sapientemente controllati.
La stesura sentimentale ed emozionale del colore è in totale accordo con la consapevolezza compositiva, così che gesto e idea procedono all'unisono, nella piena libertà pittorica.
(Pino Bonifazio)

È un'immagine splendida.
Non solo per la composizione, il calore che si respira nei colori (persino nel blu del mare si è riversato il cielo!) ma anche per il tema, duplice, del lavoro, qui rappresentato nel rapporto dell'uomo col mare, e la danza, altro aspetto musicale della vita dell'uomo.
Un invito a ritornare a una visione della vita più a misura d'uomo, in contatto con la terra e i suoi doni.
Deliziose le silhouettes, specie quelle dei pescatori.
L'atmosfera del tramonto avvolge tutto in un sentimento, come in un abbraccio.
(Maria Rita Gelso)

Come sempre le tue opere mi emozionano, oggi più che mai.
Vedrai che presto ne farai altre dove potrò leggere nuovi afflati.
(Anna Francesca Biondolillo)

E' uno dei quadri che avrei voluto fare io.
(Rosa Rita Mariani)

Con grande piacere vedo il tuo quadro, una gradevolissima sorpresa che non mi aspettavo.
Il dipinto ha la forza degli altri paesaggi aventi lo stesso soggetto e titolo, sanguigno, aggressivo, certamente più tormentato degli altri.
Torna prepotente il Gino profondamente emozionale, diverso da quello filosofico eppure complementare.
Di certo piacerà a Sgarbi per l'energia vibrante del colore che sa nella semplicità delle forme evocare mondi dentro e fuori di noi.
(Pino Bonifazio)

"una vista ricorrente" (profili) - acrilico e spatole su tela - 40*30

Questa opera è veramente una "firma" d'artista, un capolavoro. Ti ringrazio per avermela mandata.
A mio parere potrebbe essere l'opera che attirerà maggiormente l'attenzione degli esperti del settore, anche in futuro.
Mi piacciono tutte le tue "viste ricorrenti", perché ognuna è diversa dall'altra, sarebbe bello collezionarle tutte, perché non sono solo pezzi unici ma "momenti" unici nel tempo.
Però quest'ultima ha addirittura qualcosa in più.
La adoro! Mi piacciono tantissimo questi colori accesi, che osano, che si spingono oltre, il fucsia mi mette tanta felicità ed è il colore che amo di più, quando spero in qualcosa penso al fucsia, come dire "altro che verde speranza!!" il fucsia mi dà tutta l'energia e la positività che può esistere.
Complimenti per il tuo bellissimo quadro nuovo! Questo sarà l'inizio di un nuovo periodo.
(Letizia Lanzarotti)

Mi piace moltissimo.
La vista è ricorrente ma ogni volta aggiungi al lavoro un pregio diverso come nelle foto alla finestra in cui l'immagine era quella sempre uguale e sempre diversa per la stagione, l'ora della giornata,  la luce, gli eventi atmosferici ... questa volta è una vista appassionata, essenziale, scavata, struggente.
Bravo sempre.
(Maria Rita Gelso)

"non si è mai soli" - acrilico su tela - 70*50

Ho visto la tua ultima opera, la giudico interessante, comunque assolutamente riuscita e coraggiosa. L’ho messa a confronto con le altre della tua recente produzione e, come ti avevo già detto, mi è apparsa lampante la tua attuale spinta interiore a raffigurare soggetti visionari, frutto di una elaborazione mentale dai forti contenuti filosofici. Un nuovo personale marcato cammino verso lo scandaglio della condizione umana. Per certi  versi ritrovo elementi e aspetti simili legati al  visionario presente nella tua produzione, ma qui c’è qualcosa di più, oltre ad esserci una totale immersione nelle profondità dello spirito. Ed è proprio la dimensione spirituale, metafisica a convivere con le inquietudini della vita.
(Pino Bonifazio)

E' proprio vero, non si è mai soli. Il tuo dipinto esprime tantissimo, forse molto più di quanto tu creda.
Quella che hai dipinto è luce vera, una luce che solo l'artista, con la sua sensibilità, può vedere e far vedere, ma una luce che prima o dopo tutti conosceremo. Quell'arancione colore dell'incontro tra terra e spirito.
E quella figura che ci attende al varco ... sarà forse un nostro caro?
So benissimo ciò che hai voluto rappresentare, anche attraverso quella sequenza ordinata dell'elevarsi dello spirito ... ho sentito parlare di esperienze simili da persone a me molto vicine e ho letto molto su questo argomento. Per questo sono sicura e fiduciosa che "ci sia qualcosa" oltre.
Qualcosa di molto bello, perchè la vita, in fin dei conti, è solo un passaggio.
Ritrovo la stessa fiducia nel tuo dipinto.
E inoltre mi chiedo "ma se tutti sappiamo più o meno la stessa cosa, se tutti abbiamo un'immagine visiva molto simile, perché ne sentiamo parlare dalle persone di cui ci fidiamo, e perché leggiamo fonti attendibili, è proprio vero che, nonostante il progresso, non sappiamo ancora cosa c'è dopo la morte? O forse facciamo finta di non saperlo ancora?"
La verità, secondo me, è che dovremmo smettere di cercare le risposte nella scienza e nel progresso, mentre dovremmo  concentrarci, a volte, sul tornare al nostro stato primordiale e a fidarci del nostro istinto.
Chi vive in uno stato più primordiale, più legato alla natura, sa come stanno le cose, è una consapevolezza che abbiamo dentro ...
Scusa se mi sono dilungata ma il tuo dipinto mi fa pensare a tutto questo. Perché il tuo dipinto è una immagine di ciò che veramente credo che sia la realtà. E' tutto così sereno, e "giusto" ...
Non si è mai soli.
Non dimenticarlo, e continua a fidarti delle tue sensazioni di artista e del tuo istinto.
La tecnica ti aiuterà in tutto, perché è uno splendido dono che hai e che, sono sicura, non vorresti cedere per nessuna cosa al mondo.
(Letizia Lanzarotti)

Ogni volta mi lasci senza parole, non mi riferisco tanto alla tecnica ma al simbolismo di certe tue opere, sarà che ti ha influenzato il clima pasquale, ma non mi aspettavo un quadro così forte, sono rimasta per qualche minuto a fissarlo, e a domandarmi quale sentimento può avertelo ispirato, se volevi sottolineare che la morte è solo un cambio della materia ci sei riuscito, peccato che su questo argomento ho idee molto diverse, però il tuo quadro nonostante l'argomento non mi ha trasmesso sgomento, ma sei sicuro che non siamo mai soli????
(Rosa Rita Mariani)

Come già ti ho detto anche questo tuo lavoro mi piace molto.
Ha ragione la tua allieva a dire che è nel tema della Pasqua! :)
La luminosità dei colori rappresenta molto bene il senso che hai voluto dare all'immagine.
La vita continua, la  morte è un passaggio e il movimento della figura che man mano diventa più eterea fa pensare a qualcuno che si sta alzando per continuare a camminare, ché la luce l'aspetta. Mi piace anche la figura dell'uomo-saggio, i piedi verso la fonte di luce.
Un lavoro che è la continuazione di altri, racchiude la tua storia, il tuo cammino.
La canzone cui fai riferimento è di Fabrizio de André, il testamento: in effetti "quando si muore si muore soli" perché quel passaggio è personale per quante persone che amiamo ci stiano attorno.
E' una cosa che sento e che ho provato anche se ancora non sono tra-passata :)
L'ho provata e vista negli occhi di chi ho visto morire-rinascere. E' un passaggio che non si può condividere. Ma non è una solitudine come quella che pensiamo sulla terra. E' una esperienza talmente viscerale e intima che forse andrebbe vissuta da soli per avere la pace necessaria ad affrontarla al meglio, per non avere distrazioni di sorta. Mentre gli altri parlano o pregano o piangono la persona che sta per affrontare il passaggio ha bisogno di fermarsi a guardare il futuro ...
L'altra canzone invece che parla della solitudine nell'altro senso (nel senso umano) e dice "io lo so che non sono solo anche quando sono solo" è fango di Jovanotti.
Io non so quanto ha influito su questo quadro il tuo pensare all'attesa ... (..) tutto è cucito sulla base delle nostre spalle, tutto si supera, tutto passa.
(Maria Rita Gelso)

1° Vedo una formidabile trilogia, le cui opere formalmente e contenutisticamente si integrano e si completano in modo perfetto, pur restando autonomamente del tutto compiute.
2° L'ultimo dipinto è raggelante, manca totalmente dei pur piccoli segni di vita presenti negli altri due, anche se mantiene la stessa atmosfera enigmatica ed inquietante. Mi sembra di udire l'afflato profondo di un Mozart e di un Leopardi, in una espressione figurativa ormai Gelsiana. Lo preferisco agli altri due, senza nascondere il mio disagio a guardarlo, con quell'ectoplasma freddo e alieno che occupa minaccioso il lato destro. Siamo ai vertici della pittura, che con semplici forme e colori spalanca voragini nella sfera della condizione umana.
(Pino Bonifazio)

"l'attesa in attesa" - acrilico e spray su tela - 70*50

E' un bel lavoro, e se si guarda l'aspetto artistico Pino ti direbbe che probabilmente è anche meglio dell'altro.
Dal punto di vista affettivo preferisco l'altro per una ragione semplice: mi ispira letizia, mentre in questo sento un senso di inquietudine.
Nell'altro c'è una luce che promette, una strada da percorrere, una primavera che prende tutto.
In questo pur essendo uguale lo scenario i colori sono crollati, gli alberi sono nudi, la luce è coperta. Nessun compromesso. Tutto è buio e a nudo. L'uomo è solo anche se sembra in pace e la luce lontana. La panchina è più grande, l'attesa si è allungata. La sagoma dell'uomo diventa soggetto principale.
Particolare e suggestiva quella macchia-figura celeste, come eterea.
Un bel lavoro, lo ripeto, con una sua forte tensione e drammaticità.
O forse è la stessa immagine riproposta, che di giorno condivide la luce con gli altri e quindi ridimensiona lo stato d'animo, di notte invece allunga le attese, ingigantisce, mette i primo piano l'io che si ferma ad ascoltare la voce del silenzio.
Il titolo non mi piace troppo.
(Maria Rita Gelso)

"non tutti attendono" - acrilico su tela - 70*50

Ho osservato attentamente il dipinto. Mi ha colpito il sole che sembra sciogliersi, bello l'effetto, che sembra contrastare con gli ombrelli che fanno da tres-d’union con  le figure, i tuoi dipinti hanno pace e freschezza almeno questi ultimi, a me  trasmettono questo.
(Rosa Rita Mariani)

Il tuo dipinto è stupendo, mi piace questa idea del sole fiammeggiante tra i rami degli alberi, forse perché in questa stagione c'è molta voglia di sole e di caldo. Gli ombrelli sembrano riparare dal sole più che dalla pioggia. Io lo chiamerei "pioggia di sole". Mi piace l'atmosfera, e poi sembra quasi ambientato in un'altra epoca, con quei vestiti monocolore. E' stupendo questo tuo modo di mettere in scena qualcosa attraverso un dipinto che però sembra "vivo" le cose sembrano vibrare, avere vita e continuare al di fuori del quadro.
Complimenti per la tua bravura nel riuscire a rendere tutto questo.
(Letizia Lanzarotti)

Ho visto con interesse il dipinto tuo ultimo e il primo impatto è stato molto positivo sia per gli aspetti formali ben delineati e tratteggiati, sia per l'atmosfera alquanto misteriosa, che la donna in bianco al centro di un viale prospettico contribuisce ad esaltare. Siamo di fronte ad  un altro modo di rappresentare paesaggi, con o senza figure, e ancora di seguire strade espressive diversificate tra loro. L'accostamento con l'attesa è pertinente, per la vicinanza stilistica e l' incanto che lega le figure al paesaggio, di riflesso trasmesso all'osservatore. Non mancano accenni simbolisti, che in queste opere non sono certo secondari.
Tornerò sull'argomento.
(Pino Bonifazio)

E' uno splendore questo capolavoro. Mi piace tantissimo!!!
Mi piace il tema d'insieme e ogni particolare, gli alberi, che sono braccia aperte verso il cielo, curiosi gli ombrelli, specie quello dell'uomo seduto con ombrello aperto, e non ultima la luce che è come fotografica.
Quella chiazza di giallo che macchia il cielo è uno spettacolo.
Gli alberi sono spogli e dovrebbero far pensare a un paesaggio autunnale, ma tutto rimanda alla primavera, alla rinascita, alla vita.
E' in tema col periodo quaresimale, dell'attesa silenziosa, ma qui la speranza la vince.
C'è poi la donna con abito bianco in cammino ...
Bravo!!! Mi piace troppo.
(Maria Rita Gelso)

L'attesa è un dipinto pienamente riuscito, il suo fascino risiede in un intreccio di forze emozionali, atmosfera meditativa, simbolismi misteriosi. La scelta coloristica e e la sensibilità degli impasti testimoniano una piena maturità pittorica.
(Pino Bonifazi)

Vedere i tuoi quadri è sempre un piacere, oltre che una sorpresa, una scoperta.
L'ultimo dipinto, l'attesa, mi piace moltissimo. L'atmosfera è quella di un dipinto en plein air e la luce ha tutta la forza del sole che c'è adesso. Un sole di marzo, forte, coraggioso, ma ancora "congelato" dall'inverno, la luce non è morbida ma tagliente, fredda ... non so se ho reso l'idea, ma tu in pittura l'hai resa benissimo. Poi quei cieli così audacemente colorati mi piacciono tantissimo, così come le figure in trasparenza, a metà tra presenze sussurrate e immaginate, ma comunque fortemente presenti.
Insomma, un dipinto forte.
(Letizia Lanzarotti)

"l'attesa" - olio su tela - 70*50

Mi piace anche il tuo ultimo lavoro, l'attesa, improntato, come sempre ultimamente, sul tema del tempo. C'è persino la canna da pesca a sottolinearlo.
La tecnica con olio lo rafforza ulteriormente dando spessore ai tratti.
Rosso sanguigno il cielo, nere le silhouette dell'uomo e della barchetta, e fortemente insolito quel profilo di persona che avanza ... si direbbe un profilo di donna madre.
Chissà se è lì il senso dell'attesa, nella visione dell'uomo o nella realtà che supera ogni immaginazione, in quel camminare tra i flutti
come ombra che al tramonto svanisce, mentre i ricordi e le attese restano.
Mi piacerebbe sapere a cosa pensavi ...
(Maria Rita Gelso)

"occhi rossi" - acrilico e smalti su tela - 80*100

Completamente nuovo!
Non avrei riconosciuto il tuo stile.
Inquietante.
(Giuseppe Russo)

E' tardi, per ora mi limito a dirti che è fantastico, vulcanico, dello stesso valore de "La ferita", molto vicino stilisticamente ...

... Ho visto e rivisto "Occhi rossi" e sono certo di non sbagliare dicendo che è uno dei migliori della tua ultima produzione, per me un'opera fantastica, dal fortissimo impatto emotivo, forse un capolavoro.
Si percepisce immediatamente che la materia pittorica è fuoriuscita da un ribollire di sussulti interiori, così come il magma incontenibile esplode d'un tratto inondando lo spazio. Le stesse colate di colore per rivoli alludono ai torrenti lavici. L'abbinamento dei due colori acidi poi è magistrale, si rafforzano l'un con l'altro e accrescono l'impianto corrosivo della figura emblematica avvolta da gorghi, sicuramente simbolici, anche per una strana figura, che in parte credo ci rappresenti.
E' un'opera che inquieta, ma al tempo stesso ci cattura fino al punto di essere quasi ipnotica.
Qui c'è uno stile, un tuo stile che dovrà essere percorso fino in fondo.
(Pino Bonifazio)

Ma cosa ti succede? Ormai è da tempo che trovo un certo cambiamento nella tua pittura, non per quanto riguarda la valdità gestuale ma per quello che trasmettono. E' come se tu stessi guardando il mondo con occhi diversi comunicando all'osservatore quella parte della tua anima che è stata rapita da quel "quid" che ha colpito il tuo sguardo facendo affiorare i tuoi sentimenti.
Mi sembra che da un po' di tempo tu hai quella esigenza di acquisire spazi e tempi più ampi per uscire dall'abisso del tuo inconscio per rapportarti alla realtà esteriore, oggi più di prima con gli occhi dell'animo. Mi piace tanto questo cambiamento, è come scoprire nuovi tuoi meandri.
(Anna Francesca Biondolillo)

E' un'esplosione, un'evoluzione, più che a uno stato d'animo mi vengono in mente i fatti di cronaca che purtroppo si accavallano e sommano, alle minacce, alle morti violente, al sangue versato.
Diventa stato d'animo quando te ne fai carico e le vivi con apprensione e timore.
Di sicuro non mi ispira sentimenti sereni e luminosi.
In aggiunta agli occhi, rossi, rosso è il vortice, che contribuisce a rendere ancora più enigmatica, oscura e forte l'immagine.
Tornano le presenze, almeno le vedo, e l'unica traccia di vita è quel verde che prova a mettere radici. Anche il bianco è incorporato e inghiottito dal rosso.
Mi fa pensare a un fatto violento, alla morte che arriva per portare via.
Il lavoro è ben realizzato, sono il tema e la sensazione che ispira a non piacermi!
(Maria Rita Gelso)

Il fatto che un tuo lavoro sia "difficile" non significa che sia anche astruso.
Se tu ritorni al mio commento sul tuo lavoro "Occhi rossi" vedrai che il "non mi piace" non era destinato al tuo lavoro (che invece ho apprezzato!) ma allo stato d'animo che in esso leggevo ... lo ritrovi su fb:
"... è un'esplosione, un'evoluzione, più che a uno stato d'animo mi fa pensare ai fatti di cronaca che purtroppo si accavallano e sommano, alle minacce, alle morti violente, al sangue versato.
Diventa stato d'animo quando te ne fai carico e le vivi con apprensione e timore.
Di sicuro non ispira sentimenti sereni e luminosi.
In aggiunta agli occhi, rossi, rosso è il vortice, che contribuisce a rendere ancora più enigmatica, oscura e forte l'immagine.
Tornano le presenze, almeno le vedo, e l'unica traccia di vita è quel verde che prova a mettere radici. Anche il bianco è incorporato e inghiottito dal rosso.
Mi fa pensare alla morte non naturale ma violenta che arriva per portare via.
Il lavoro è ben realizzato, e come dice Anna indubbiamente inquietanti sono il tema e la sensazione che ispira".
Insomma l'impressione che mi suscita non è positiva per quel senso di inquietudine che mi ispira. Non c'entra il lavoro in sé ...
Dovrei tenere separate le due cose, ma è gioco-forza essere felice quando leggo nei tuoi quadri serenità, perché so che stai bene :)
Se fai vedere a una madre l'immagine di un bambino che grida o è muto dal dolore quella madre sentirà quel dolore dentro, lo farà suo ...
(Maria Rita Gelso)

Questo quadro è molto forte, ne traggo un senso di indefinito, le linee forti e marcate suscitano un senso di continuità e i colori forti del rosso ma anche del verde rafforzano il senso di vortice che produce il quadro, i volti anche essi inquietanti per certi versi maestosi, rafforzano tale impressione, ma che ti è successo??
Non ricordo, se non il "Cristo sanguinante", un quadro così forte nei tuoi lavori.
Forse anche in quel quadro che hai chiamato "Lo squarcio" se non sbaglio, ma lì i colori erano meno forti, prevaleva il verde.
C'è un altro Gino che non conosco in questo quadro?
Spiegami.
(Rosa Rita Mariani)

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